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RIELEZIONE DI MATTARELLA, CRISI DELLA DEMOCRAZIA E ASSEMBLE DEI CITTADINI SUL CLIMA: SPUNTI DI RIFLESSIONE

La proposta di legge di iniziativa popolare per istituire le assemblee dei cittadini estratti a sorte in italia, a partire dall'emergenza climatica.
Lorenzo Mineo
Posts: 36
Joined: 14 Dec 2020 12:21
Country: ITALY
City: Napoli

RIELEZIONE DI MATTARELLA, CRISI DELLA DEMOCRAZIA E ASSEMBLE DEI CITTADINI SUL CLIMA: SPUNTI DI RIFLESSIONE

Post by Lorenzo Mineo »

La rielezione di Mattarella è l’ennesimo segnale di debolezza della classe politica: è questa la constatazione lapalissiana ripetuta fino allo stremo dai media di ogni tipo. Difficile dissentire, ma sarebbe forse utile fare un passo in più, e chiedersi da dove arriva la crisi della politica e quali rimedi sono ancora possibili. Non si tratta soltanto del lungo stallo a cui ci hanno costretto le forze politiche, bloccate per giorni nella scelta dei candidati alla Presidenza della Repubblica senza poi riuscire a generare quel ricambio ai vertici istituzionali che la scadenza del mandato avrebbe suggerito. La politica attraversa una crisi ben più ampia, che riguarda l’incapacità di governare le grandi sfide del nostro tempo.
Più che di crisi politica, anzitutto, sarebbe opportuno parlare di crisi della democrazia: un problema che non riguarda soltanto l’Italia, per quanto lo scarso livello del ceto politico nostrano ne acuisca i sintomi. Sempre più sociologi e politologi spiegano che l’immediatezza della comunicazione sui social media ha esasperato una logica di ricerca del consenso a breve termine che è già alla base della competizione elettorale, accrescendo la polarizzazione del dibattito pubblico e l’emergere di estremismi. Dietro la rielezione di Mattarella va letta anche in questo quadro: un’illusione, molto italiana, che la risposta alla litigiosità che paralizza il sistema politico, possa arrivare dall’Uomo della Provvidenza, in grado di tirar fuori il Paese dal clima di campagna elettorale permanente grazie alla sua autorevolezza ed esperienza istituzionale.
Se la stabilità del Presidente della Repubblica può essere una soluzione di breve periodo per tenere insieme una maggioranza larga in una fase di emergenza come quella in corso, la risposta strutturale alla crisi della democrazia non può arrivare da un uomo solo, ma soltanto investendo nel coinvolgimento dei cittadini nella vita pubblica.
Qualche esempio concreto? Nell’estate 2021 il successo della raccolta firme sui referendum eutanasia e cannabis, possibile anche grazie alla riforma storica della firma digitale, ha dimostrato che grazie alla partecipazione dei cittadini si può intervenire e proporre soluzioni su temi lasciati per decenni inevasi dalla politica. Il 2022, oltre a essere l’anno che auspicabilmente porterà i cittadini al voto referendario - in attesa che la Corte Costituzionale si esprima in merito ai quesiti - può dare continuità a questa svolta di partecipazione civica su un altro macrotema. Se alzassimo gli occhi dalla politica del palazzo che monopolizza l’attenzione mediatica e ci ricordassimo che non di sole elezioni è fatta la democrazia, scopriremo infatti che è in corso un’altra ondata di partecipazione dei cittadini sulla questione più urgente per il futuro del pianeta: la crisi climatica.
La campagna “Cittadini per il clima”, sostenuta dal movimento paneuropeo di iniziativa popolare Eumans di Marco Cappato e da una coalizione che unisce movimenti come le Sardine, Volt, Extinction Rebellion e tante altre realtà, sta promuovendo una legge di iniziativa popolare per l’istituzione in Italia di una grande Assemblee dei Cittadini sul clima. Il modello internazionale a cui si rifà la proposta è quello delle “Climate Citizens’ Assembly”: cittadini estratti a sorte e informati da esperti per deliberare sulle misure più urgenti di contrasto al cambiamento climatico. Se questa prassi si è diffusa con successo nel mondo (si guardi alla “Convention Citoyenne pour le Climat” svoltasi in Francia nel 2020 o alla “Asamblea Ciudadana para el Clima” in corso in Spagna) un motivo c’è: data l’urgenza dell’emergenza climatica e i limiti delle istituzioni tradizionali, abbiamo bisogno di istituzioni civiche che aiutino a legittimare azioni immediate e urgenti basate su una visione di lungo periodo, cosa che le istituzioni elette hanno sempre più difficoltà a fare.
Raccogliendo 50mila firme in sei mesi, la proposta di legge potrà essere depositata in Parlamento, per dotare finalmente anche l’Italia di nuovi strumenti di democrazia che aiutino a rispondere alla sempre più evidente stasi delle istituzioni tradizionali, e accelerare con proposte concrete il contributo del nostro Paese all’abbassamento delle temperature globali.
A dare manforte alla raccolta firme c’è poi l’azione di disobbedienza civile di “Ultima Generazione”: gli attivisti di Extinction Rebellion portano avanti da mesi violazioni della legge come blocchi autostradali per le quali chiedono esplicitamente di essere messi in arresto. L’obiettivo è ancora una volta ottenere l’istituzione urgente di un’Assemblea dei Cittadini sul clima, nella consapevolezza che le soluzioni adeguate all’emergenza climatica non potranno venire dai partiti o dalla politica elettorale.
Tra le iniziative di partecipazione dal basso più ambiziose sul clima, non si può non citare anche “Giudizio Universale”, il gruppo di cittadini ricorrenti impegnati in un’azione legale contro lo Stato, per il rispetto degli accordi internazionali sul clima e sull'abbattimento delle emissioni. Nei prossimi mesi il Tribunale di Roma dovrebbe esprimersi in primo grado sulla causa: un verdetto che potrebbe segnare la storia e dimostrare che anche la via legale sul clima può portare a maggiori tutele e diritti ambientali per i cittadini.
La sinergia di queste azioni civiche sul clima fotografa in definitiva una società civile italiana ben più vivace dell’immagine passiva che troppe volte le viene affibbiata. Dopo mesi di totale fossilizzazione sulle vicende quirinalizie, sarebbe ora che i media raccontassero anche l’altra faccia della politica: quella della cittadinanza attiva che tante volte si è dimostrata più avanti della sua classe dirigente.